Un trans alla Casa Bianca

transEccola qui, si chiama Raffi Freedman-Gurspan ed è la prima transessuale a lavorare alla Casa Bianca. L’ha voluta il presidente Barack Obama, il primo afroamericano, un uomo che  ribadisce ancora di più la sua volontà di stare dalla parte dei discriminati, degli esclusi sul lavoro. Raffi lavora infatti alle risorse umane.  A migliorare la vita dei transessuali d’America anche la decisione di ammetterli come terzo sesso nelle forze armate, senza che la transizione da un sesso all’altro sia identificata come una “malattia”, come avviene in molti altri eserciti.

Obama si era più volte espresso contro la discriminazione dei transgender, soprattutto nel mondo lavorativo.

Le persone transessuali  forse più di tutti gli altri soffrono per l’omofobia. Sono odiati per la loro transione, che può durare tutta la vita, non compiersi mai, o compiersi lasciando indietro una parte di sé stessi. Le persone dalla mente chiusa,  gli omofobi, tendono a essere particolarmente duri contro i trans. “Ma perché si deve conciare così? Capisco il “problema”… ma perché la mascherata?…. A me mi fanno schifo quelli”.  Queste sono le frasi che più di una volta si sentono dire alla spalle nemmeno troppo a bassa voce.

La cosa terribile è che non si accorgono neanche del male inflitto con queste parole che sono vere  frustate per alcune orecchie. Allora Obama un po’ cerca di farglielo capire.  Facendo passare il figlio degli stessi omofobi alla selezione di Raffi, che non batte il marciapiede, ma è nella posizione di decidere se può essere assunto alla Casa Bianca. Sempre che non abbia imparato dai genitori il pregiudizio contro le persone di colore e transessuali, e lo manifesti davani alla manager.

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