Sir Ian McKellen, un paladino dei diritti GLBT

          Sir Ian McKellen, un paladino dei diritti GLBT

Sir Ian McKellen Murray è un celebre attore britannico: la sua opera spazia dal Teatro Shakespeariano (di cui è uno dei maggiori interpreti viventi ) alla fantasia popolare e alla fantascienza : è noto al grande pubblico per il ruolo di Gandalf nelle trilogie del “Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, di Magneto in “X-Men” e di Sir Leigh Teabing ne “Il Codice Da Vinci”. Affascinato dal teatro venne incoraggiato fin da subito dai suoi genitori, che lo portarono ad una rappresentazione di “Peter Pan” al Teatro dell’Opera di Manchester quando aveva tre anni .
  McKellen è stato nominato Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1979, Cavaliere nel 1991 e Compagno d’Onore per i servizi resi alle arti dello spettacolo ed alla parità e all’uguaglianza nel 2008. Oltre ai suoi impegni lavorativi si batte con forza per i diritti degli omosessuali, dedicandovi gran parte della sua attività sociale.
Nonostante McKellen avesse dichiarato il suo orientamento sessuale ai suoi colleghi attori all’inizio della sua carriera teatrale, solo nel 1988 fece outing al pubblico generale, in un intervento divenuto poi celebre su BBC Radio 3. In un’intervista del 1998, a proposito del 29°anniversario della rivolta di Stonewall, McKellen commentò: “Ho tanti rimpianti per non aver fatto outing in precedenza, ma uno di questi forse è quello di non aver agito politicamente “.


McKellen ha continuato a essere molto presente in iniziative di difesa dei diritti LGBT.

In una dichiarazione sul suo sito web riguardante il suo attivismo, l’attore ha commentato che: “Sono stato riluttante a fare pressione su altre questioni che ho a cuore – armi nucleari (contro), la religione (ateo), la pena di morte (anti), AIDS (raccolta fondi) perché non voglio diluire l’impegno nei confronti della cosa per me più urgente: parità giuridica e sociale per le persone gay di tutto il mondo”.
McKellen è un co-fondatore di Stonewall, un gruppo di rivendicazione dei diritti LGBT nel Regno Unito, dal nome dei moti di Stonewall. McKellen è anche patrono di LGBT History Month, London Pride, GAY-GLOS, The Lesbian & Gay Fondation, e FFLAG .
Nel 1994, in occasione della cerimonia di chiusura dei Gay Games, salito sul palco per parlare brevemente alla folla, disse: “Sono Sir Ian McKellen, ma potete chiamarmi Serena” (questo soprannome era circolato all’interno della comunità gay quando a McKellen fu conferito il titolo di Cavaliere).
 Nel 2006, diventato un patron di Oxford Pride, ha affermato: “Sono stato in molti pride in tutto il mondo, sono stato Grand Marshall a San Francisco e presente alla prima marcia gay nel Sud Africa post-apartheid, a Johannesburg. Quando le persone gay si riuniscono per celebrare pubblicamente il loro senso di comunità si ottengono due risultati. In primo luogo, gli spettatori possono essere colpiti dalla nostra fiducia e la determinazione di essere noi stessi e,dall’altro,le persone omosessuali, di qualsiasi età, possono essere confortati dall’occasione per fare i primi passi per fare coming out”.
McKellen ha portato il suo attivismo a livello internazionale, causando grande scalpore a Singapore: invitato ad un’intervista in uno show mattutino, ha scioccato l’intervistatore chiedendo se potevano consigliargli un bar gay. Il programma terminò immediatamente.Nel 2010, McKellen ha esteso il suo supporto al festival Homotopia Liverpool, dove un gruppo di gay e lesbiche adolescenti della regione del Merseyside hanno contribuito a produrre una campagna anti-omofobia per le scuole e i centri giovanili in tutta la città. Nel maggio 2011, ha definito “un codardo” il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin , per non aver permesso sfilate gay nella sua città.

Sir Ian McKellen ha affermato inoltre che ci sono molti attori gay perché : “abbiamo passato così tanto tempo a fingere di essere etero, di essere qualcun altro, che alla fine siamo diventati molto bravi a farlo”.


 Il suo spirito forte e combattivo lo sta accompagnando in una delle sue battaglie più difficili, quella contro il cancro alla prostata. Una malattia terribile, certo, ma che affronta con la sua tipica graffiante ironia da 6 anni: “Ho un cancro alla prostata, impianti acustici, sto per farmi rimuovere la cataratta dagli occhi, sto per fare un imponato in bocca… Sto benissimo, molte grazie”. 

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