Sandra Bullock, la ragazza della porta accanto

 

Sandra Bullock si racconta a QMagazine

A Roma qualche anno fa ha presentato Miss Detective e Two Week Notice. Sandra Bullock è scesa all’Hotel Hassler con tutta la sua graziosa minutezza. Carina, d’una bellezza semplice, ma superiore nella realtà rispetto al grande schermo, simile in qualche modo ai personaggi che interpreta. Una cosa è certa non riesce a nascondere una grande verve e il suo anelito all’indipendenza.

Detective, Miss, Agente Fbi, attivista, lesbica, ragazza della porta accanto: i mille volti dell’attrice meno innocente di Doris Day, meno smielata di Barbra Streisand, ma più pagata di Angelina Jolie. Arriva alla soglia dei 50 anni per vincere un Oscar zompettando con ironia per evitare le bucce di banana che lo star system le ha messo nella sua personale walk of fame, sortendo l’effetto opposto: la popolarità antidivica, una rarissima chimera per ogni star sotto il cielo di Los Angeles.

Sandra Bullock QMagazine

Sempre in movimento, sceglie ruoli o produce film frenetici, perché?
Mi piacciono molto i ruoli che utilizzano la fisicità, mi piace usare il mio corpo perché mi sento in forma. Ad esempio tra la Grace detective maschiaccio e quella miss, mi sento più vicino alla prima. Questo non vuol dire che non ami essere femminile, ma semplicemente ritengo che nella vita di tutti i giorni ci sia spazio per la comodità.

E nella vita di ogni giorno lei com’è?
Non ho faticato a trasformarmi in una detective sciatta. Ho fatto quello che faccio normalmente. Amo i jeans, la moda comoda, le scarpe basse. Diciamocelo… (si avvicina come per parlare in confidenza ndr) nessuna può onestamente
affermare di camminare bene sui tacchi alti. Non credo li abbia inventati una donna.

Ma la risata sguaiata di Miss Detective è un capolavoro…
C’è poco da essere fieri, non ho fatto particolari sforzi per ottenerla: quella è la mia vera risata. Per il film è stata perfetta, è nella vita che…

Sembra quindi ostile a quel tipo di donna che bada molto all’estetica e partecipa ai concorsi di bellezza…
È sicuramente frustrante stare davanti alla televisione ingozzandosi di porcherie, preoccupate del proprio aspetto fisico, mentre queste donne perfette sfilano davanti a milioni di persone. Pensavo che chi vi partecipasse fosse un po’ superficiale, ma non sempre è così. Molte utilizzano il concorso come un veicolo per uscire da realtà più ristrette della provincia americana.

Lei ha un caratterino abbastanza determinato, è divenuta, infatti, anche produttrice e regista fuori dal coro. Ha girato più di un film non proprio di cassetta. Voleva delle parti che non le venivano offerte?
Mi piace competere con me stessa e non con le altre attrici e per questo cerco ruoli interessanti che per le donne non sono poi molti… Io mi produco da sola e così mi tiro fuori dalla bagarre e mi concentro sulla qualità.

Sandra Bullock QMagazine

I film in cui lei si autoproduce sono molto diversi da quelli dove è solo interprete, più intelligenti, ironici; perché i produttori non vedono le sue vere possibilità?
Mi piace fare quello che la gente dice che non posso fare. Trovo in questo un senso di sfida. So che i miei film sono diversi anche se non faccio solo commedie. Ho prodotto anche film drammatici negli Stati Uniti che poi non sono stati distribuiti all’estero.

In sostanza Hollywood la vuole solo in certi film, lei se ne infischia e decide di fare quello che vuole con chi le piace di più. Essere produttrice e attrice può essere faticoso…
A fare la produttrice e l’attrice mi sono rovinata… (ride) A parte gli scherzi… Ho deciso di produrre ad esempio Two Week Notice perché altrimenti non avrei mai potuto lavorare con Hugh Grant.

E Hugh Grant come l’ha ripagata?
Mi ha regalato una scacchiera nella quale ogni pezzo interpretava una posizione del Kamasutra. Erano tutti fatti a mano e ogni tanto qualche parte anatomica, soprattutto nei soggetti maschili, cadeva e bisognava rincollarla e soffiarci sopra.
Un regalo pieno di utili suggerimenti.

In futuro pensa di recitare in un ruolo sexy?
Non me l’hanno mai proposto. Evidentemente non mi considerano una donna sensuale. Dovrei andare in giro nuda.

Lei è una delle attrici più amate dalla comunità gay internazionale, come si spiega questa cosa?
Ebbene sì… Una volta era un uomo… Dicono a Hollywood che non hai raggiunto il successo vero finché nessuno ti ha additato come gay. Quindi questa è una buona notizia. Non so perché sono amata dai gay. Forse perché ho fatto celebrare il matrimonio di un mio amico gay nel giardino di casa mia…

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COMING SOON

Sarà nelle sale americane il 5 aprile 2013, The Heat di Paul Feig commedia al femminile interpretata da Sandra Bullock al fianco di Melissa McCarthy. Sandra è un agente Fbi presa poco in considerazione dai colleghi maschi, finché non incontra la compagna di avventura Melissa. Le due sono agli antipodi sia fisicamente che per metodi di lavoro, ma ognuna si arricchirà dalla frequentazione dell’altra. Queste donne “maschiaccio” o comunque i contrasti di stile alla My Fair Lady sembrano essere i personaggi prediletti di Sandra Bullock che ama le contaminazioni, le trasformazioni.

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