Quiiky Magazine partecipa al Press trip dell’ente del turismo di Toronto nell’ambito della Gay’s week 2011 tenutasi dal 29 al 3 Luglio 2011.

Primissima impressione: ordine, efficienza, pulizia e serietà. Appena si atterra al Toronto Pearson International Airport è questa l’idea che ci si può fare di questa moderna metropoli canadese.

È stato interessante scoprire come, con l’avanzare dei giorni, siano stati innumerevoli gli aggettivi positivi che ho potuto utilizzare per descrivere Toronto.

Cordialità, stile e design sono le caratteristiche predominanti dei diversi hotel visitati, nonostante siano molto diversi fra loro. Le Germain Hotels, ad esempio, una catena alberghiera canadese con uno stile sobrio ed efficiente con alti standard di servizi; per continuare con il Gladstone, un hotel Gay Onwed dal sapore vintage e bohemien, ogni singola stanza è unica nel suo stile, caratterizzata da un tema specifico e originale, il cui fiore all’occhiello è un ascensore in stile retrò che da solo attribuisce un fascino deciso alla struttura.
Cosa dire dell’atmosfera rainbow che si avverte per le strade e non solo percorrendo Church Street, la strada principale del quartiere gay, ma in ogni vicolo della città si festeggia la Gay’s Week con bandiere arcobaleno esposte ovunque, anche sopra i camion dei cantieri. I negozi sembrano tutti sponsor di questo imponente evento, che non a caso si è svolto a cavallo tra l’Happy Canada Day ( la festa dell’indipendenza canadese) e la ricorrenza del 4 Luglio, con la partecipazione della famosa banda nazionale canadese che, con la sua rigorosa divisa rossa, ha suonato per le strade di Toronto durante il Pride intonando le note di “Bad Romance” di Lady Gaga, celebre icona gay .
Come dichiarato anche da alcuni esponenti dell’Ente del Turismo a Toronto, la gay Week è per loro una vera e propria festa cittadina e come tale si festeggia tutti insieme.

Questo aspetto così come il fatto che il matrimonio gay sia legale e autorizzato anche ai non residenti in Canada è solo uno degli aspetti illuminati di una cultura dalla quale si può solo che imparare e renderla un paradigma di civiltà.
                                                                                  
  

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