mercoledì, novembre 22, 2017

Queer come Cecil Beaton

Fece impazzire donne e uomini, dissacrante e velenoso, lasciò un segno indelebile nell’estetica del secolo scorso con il suo talento.

Cecil Beaton Cecil Beaton È stata la vera sintesi della cultura dell’immagine anni cinquanta e sessanta. Dire che Cecil Beaton fosse un fotografo, o un costumista, benché avesse un talento straordinario per entrambi i mestieri, è riduttivo. Un vero narciso, ad ogni serata mondana cui ha partecipato ha detto o fatto qualcosa di eclatante per essere ricordato. Katherine Hepburn per lui era uno “stivale rinsecchito”, bollava Peggy Guggenheim come “sciatta” e ha paragonato Virginia Woolf a un suino, Liz era volgare, Dali? Adorabile ma con un alito spaventoso.

Nonostante ciò a lui si affidavano le dive da Marylin Monroe a Marlene Dietrich, per ritratti e consigli stilistici. L’elegante Audrey Hepburn fu la sua musa da costumista in My Fair Lady, film che gli valse il secondo Oscar dopo Gigì. Entrò nella storia con l’abito in bianco e nero ritenuto iconico per l’arte a venire. “Audrey Hepburn è come un quadro di Modigliani -disse Beaton – dove le varie distorsioni dell’abito non solo sono interessanti, ma creano un insieme completamente soddisfacente”.

Sia nelle foto che nei costumi Beaton esasperava una frivolezza che egli vedeva nella realtà, trovandola del tutto inutile, vacua. Tutto ciò aveva tuttavia una misura formale perfetta, frutto di una profonda cultura architettonica dell’immagine, oltre che di un’ironia unica. Fu molto tribolato il suo amore con Greta Garbo, ma fu intensa anche la relazione che intrecciò con Peter Watson, un collezionista d’arte morto in circostanze misteriose nella sua vasca da bagno. Watson collezionava belle opere e belle persone attorno a se, ma più di tutto, amava coloro che erano in grado di creare bellezza. Beaton ne era geloso furiosamente.Cecil Beaton

Insomma, Cecil Beaton è stato un’anima dannata che ha tuttavia lasciato un segno indelebile nella cultura anglosassone, che ancora oggi lo celebrata in mostre affollatissime.

Titta Gruppo

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