Puglia: i must del viaggiatore


Una distesa di olivi giganteschi contorti da secoli di vento e sole, pietre antiche deposte su pietre a formare ripari primitivi e misteriosi in mezzo ai campi, l’abbacinante bianco delle case stuccate in contrasto con i mille colori degli ortaggi sui tetti ad essiccare; sullo sfondo l’azzurro cangiante di una costa frastagliata e mutevole. Questa è la Puglia che cambia di ora in ora, da territorio in territorio, acquisendo sfumature diverse nella cucina, nell’arte, nell’agricoltura.
Legati a chi è nato in questa terra, i pugliesi sanno bene cosa significa conservare le tradizioni nel tempo. I terreni sono ancora costellati dalle masserie patronali circondate dalle abitazioni dei braccianti.
La forte identità conservata nei secoli assume di territorio in territorio, all’interno della stessa regione, diverse sfumature. Ad esempio la penisola salentina fu abitata in principio dai Messapi ed ha mantenuto, ancora oggi, l’impronta di questo popolo evoluto che aveva una lingua, una cultura e una letteratura propria.
Otranto
Otranto, apparteneva alla cultura della Magna Grecia, e ne conserva ancora oggi un forte influenza. Tutta la sua storia si riassume nella stupenda cattedrale Normanna eretta nel 1080. All’interno il pavimento costituisce uno dei mosaici più belli d’Italia, un vero e proprio compendio di cultura medioevale. Il disegno centrale che occupa tutta la chiesa è un albero della vita senza radici per simboleggiare la conoscenza nata dalla fede e non dall’umana ragione che ha invece radici nella terra. Vi sono narrati tutti i più grandi eventi della storia umana: dalla parte dell’uomo la decadenza dell’impero di Alessandro Magno devastato da una serie di animali, dalla parte dei racconti Biblici la torre di Babilonia con l’ambizione dei suoi costruttori. Il diluvio universale unifica la storia divina con quella umana e sulla cima dell’albero le foglie si perdono tra i dodici segni zodiacali che sono qui riferimento astronomico preciso all’attività dell’uomo (il fuoco a gennaio con il Capricorno ecc.). Chiude il magnifico quadro di tasselli l’inferno colmo di figure con colori cadaverici e il paradiso con Isacco e Abramo, simbolo estremo della fede.
Lecce
Completamente diversa Lecce in particolare che fu sempre una città indipendente resistendo all’espansione della Magna Grecia e rimanendo una città di fondazione messapica fino all’epoca dei romani.  La massima espressione del barocco meridionale si trova nella spettacolare Basilica di Santa Croce edificata nella seconda meta del 1500 negli spazi di una conceria di pelli ebraica. Per realizzarla ci sono voluti 150 anni di lavoro di scalpellini. Ogni capitello, ogni volta, ogni colonna, ogni singolo centimetro e decorato. Puttini, motivi floreali, nicchie con santi. A pochi passi uno dei capolavori urbanistici del nostro Bel Paese: la piazza del Duomo. Seminascosta, con una sola entrata a sorpresa   nasce per colpire l’osservatore con la sua vastità e allo stesso tempo con la sua minuzia nei dettagli della chiesa e del campanile, come un’isola di architetture che lascia spazio alla visione estetica.
Brindisi
Città di mare, invece Brindisi, ha modellato la sua immagine urbana secondo le alterne vicende storiche del porto. Qui finiva l’antica via Appia le cui colonne terminali, affacciate sul mare, sono tuttora l’ingresso trionfale della città. Maestose la dimora dei Cavalieri Templari, oggi sede del Museo Archeologico.
Alberobello
Città nota in tutto il mondo per i suoi trulli, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Probabilmente utilizzando le pietre che si trovavano nel terreno da coltivare, i contadini, a secco, costruivano questi edifici allargandoli a seconda della crescita del nucleo familiare. Mentre le pareti sono tutte intonacate a stucco, sul tetto rimane la pietra vergine con solo un segno misterioso, di ispirazione religiosa o astrologica, comunque sempre di buon auspicio.
Visitare internamente un trullo è facile molti vi hanno infatti aperto attività commerciali. Se proprio volete vederne uno curioso passate da Il Trullettodi Cosmo Palmisano sulla salita di Monte San Michele. Cosmo è un accademico del Peperoncino specializzato in rosoli e spiriti “focosi”, un vero Archimede delle conserve che con il prezioso ortaggio fa persino la marmellata. 

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