Se ogni persona gay di questo Paese facesse coming out

Harvey Milk, sapendo di poter essere ucciso in qualsiasi momento lancia un messaggio a tutti i gay del mondo.

Se ogni persona gay di questo Paese facesse coming out con la sua famiglia, con i suoi amici allora vinceremmo. Sono parole di Harvey Milk.

Harvey Milk nasce a Woodmere nel 1930 e si trasferisce a San Francisco negli anni Settanta. Qui comincia a lottare per i diritti degli omosessuali e nel 1977 viene eletto consigliere comunale. Sarà il primo nella storia ad essere dichiaratamente gay.

“Sono nato da genitori eterosessuali, sono stato istruito da insegnanti eterosessuali in una società intensamente eterosessuale dalla televisione ai giornali. In una società che sopprime l’omosessualità. Allora perché io sono omosessuale se sono influenzato dai modelli che ho intorno?”

Dopo la sua elezione riesce a contrastare alcune restrizioni che colpivano gli omosessuali, e il suo discorso sulla speranza rimarrà per sempre nella storia.

“C’è speranza per un mondo migliore, c’è speranza per un domani migliore. Senza speranza, non solo gli omosessuali ma anche i neri, gli asiatici, gli anziani, tutti noi; senza speranza ci arrenderemmo. So che non potete vivere di sola speranza, ma senza di essa non varrebbe la pensa vivere.”

 

Harvey Milk

L’assassinio nel 1978

Viene ucciso a colpi di pistola il 27 novembre del 1978. Muore per mano di un ex consigliere , contrario alle leggi pro gay. Insieme a lui viene ucciso anche il sindaco Mosconi. Oltre 10mila persone marciarono in suo ricordo, per sottolineare come le sue idee non dovessero morire insieme a lui.
Sapendo di essere in pericolo per essersi esposto e avere lottato per la comunità gay, prima di morire Harvey lasciò un messaggio rivolto a tutti.  “Questo messaggio serve qualora io venga assassinato. Ho capito pienamente che una persona che protesta per quello che io protesto, un’attivista gay diventa potenzialmente target per qualcuno che sia insicuro, terrorizzato, spaventato o molto disturbato. Sapendo di poter essere ucciso in qualsiasi momento, sento che è importante che alcune persone conoscano i miei pensieri. Mi sono schierato per qualcosa di più di una semplice candidatura, non mi sono mai considerato un candidato, mi sono sempre considerato come parte di un movimento. Tutto quello che ho fatto, quasi tutto è stato fatto con attenzione per il movimento gay.”

Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese. 

 

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