Parigi deve rinunciare alla nomina dell’ambasciatore gay in Vaticano

Laurent Stefanini, che era stato proposto da Parigi come proprio ambasciatore in Vaticano si vede ritirare la possibilità di avere la propria candidatura accettata perché il suo essere gay non è ben visto presso la Santa Sede.

Succede a Stefanini, capo del protocollo di Francois Hollande, che da oggi porterà la sua esperienza al servizio dell’ Unesco dopo che a distanza di un anno la Santa Sede non ha accettato la sua candidatura come ambasciatore.

Nominato nel gennaio del 2015, Stefanini non ha mai ottenuto il gradimento da parte del Vaticano, ricevendo un silenzio che è equivalso al rifiuto di avere un diplomatico omosessuale.

La Francia aveva scelto di non fare un altro nome oltre a quello di Stefanini ritenendolo, per le sue esperienze e qualità l’uomo giusto per la posizione e non volendo rendersi partecipe di alcun tipo di discriminazione.

La questione era diventata di principio dopo che ai primi silenzi da parte della Santa Sede si sono aggiunte le tensioni tra Vaticano e Francia riguardo l’accettazione di quest’ultima dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Francois Hollande ha definito Stefanini “uno dei migliori diplomatici del nostro paese” e secondo media francesi nello scorso aprile Papa Francesco ricevette Stefanini per assicurargli di non avere nulla di personale nei suoi confronti. Resta il fatto che a distanza di un anno la questione si sia risolta con un poco diplomatico silenzio.

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