venerdì, gennaio 19, 2018

Il nuotatore olimpico Mark Foster fa coming out

Mark Foster, che ha rappresentato il Regno Unito alle Olimpiadi, nel corso di un’intervista col the Guardian ha fatto coming out.

Mark FosterIl nuotatore Mark Foster non ha solo partecipato alle Olimpiadi, ma anche ai Commonwealth Games.

Ha ammesso di aver fino ad oggi tenuto per sé il suo orientamento sessuale; di essere stato bravo a dire mezze verità. Certo, ha supportato delle iniziative contro il bullismo e per aiutare le persone affette da HIV, ma ha sempre tenuto un basso profilo.

Alle olimpiadi invernali di Sochi, è stato così scosso dal trattamento che in Russia veniva riservato agli omosessuali, da aver scritto un pezzo per l’Huffington post.

Ma continuare a dire mezze verità, sostiene Foster, gli ha solo fatto male.

“Ho 47 anni, non faccio più gare. Non sono il primo sportivo gay a fare coming out”.

Il nuotatore ha anche perso suo padre da poco. Lui sapeva che era gay, ma non ne avevano mai parlato molto. Questo ha solo acuito la sensazione di non aver mai espresso per davvero chi è, e i suoi veri sentimenti.

Per fortuna ha vissuto una vita apertamente omosessuale coi suoi amici e la sua famiglia, ma l’ha tenuta nascosta dalla sua vita come sportivo.

Da giovane, aveva creduto, come tanti, che fosse solo una fase. Non aveva mai avuto un fidanzato, solo alcune esperienze sessuali coi ragazzi. Alle gare di nuoto, si accompagnava con delle ragazze per negarlo a sé stesso – ma ha sempre preferito i ragazzi, e questo è diventato chiaro quando si è innamorato.

Non ha aiutato l’atmosfera che c’era in piscina: c’era la sottile convinzione che omosessuale volesse dire pedofilo o molestatore di bambini.

“Capisco cosa impedisce ai giocatori di football di fare coming out”: il mondo del football è più violento, machista, guidato dal testosterone, ma “se un giocatore di football gay facesse coming out, forse qualcosa cambierebbe.”

 

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