mercoledì, novembre 22, 2017

Non è una barzelletta

Il Comune di Milano presenta un app disconoscendo il lavoro di Alessio Virgili ambasciatore IGLTA mentre Alessio Virgili è a San Francisco a nome della Camera di Commercio di Milano per attrarre turisti gay nella città.

In qualità di Ambasciatore per l’Italia nel Mondo della International Gay & Lesbian Travel Association, la prima e più importante associazione globale dedicata al turismo LGBT, oggi operante in 80 paesi, e in qualità di presidente della Associazione Italiana Turismo Gay e Lesbian, Alessio Virgili “avanza molte perplessità” riguardo l’App che traccia una mappa del turismo LGBT presentata ieri dal Comune di Milano. “Appoggio pienamente le obiezioni sollevate da Marco Mori, Presidente Arcigay Milano, fortemente critico nella scelta del Comune di approvare emendamenti contro l’esaltazione della vita gay da una parte, e dall’altra imbonirsi la community con mappe che celebrano una partecipazione che in realtà, come dice Virgili “è a tutti gli effetti un inganno”.

“Inizialmente sono stato incaricato pro-bono dalla consigliera comunale Rosaria Iardino per questo progetto della mappatura del turismo LGBT di Milano”.

Virgili, con il supporto economico e volontario di altri giovani ha investito “tempo e denaro nel progetto intessuto in accordo la consigliera Iardino, ma siamo rimasti molto delusi perché siamo stati letteralmente usati”. Il progetto era stato portato a termine presentando un logo, un sito ed un app di accoglienza LGBT della città di Milano, Mitown.it, accompagnato dalla produzione una campagna promozionale per comunicare la gay friendlyness della città all’estero attraverso shooting in set fotografici.

“La consigliera, che fra l’altro fa uso di dati e ricerche di mercato, indagini di marketing e di materiale dalle mie aziende prodotto in queste circostanze, senza mai citare la fonte, improvvisamente, ha iniziato ad escludere determinate realtà economiche, e quindi io stesso ho preferito tirarmi indietro” sostiene Virgili. “Sapevo che questo, come è poi stato, avrebbe determinato in primo luogo un pregiudizio discriminatorio nei confronti di queste attività che pagano regolarmente le tasse anche al Comune di Milano, e poi sarebbe stato giudicato inconcepibile per i turisti stranieri, visto che in altre città del mondo, da New York a Parigi, le mappe turistiche includono ogni attività LGBT”.

“Un altro punto che mi ha fatto prendere le distanze è il non aver voluto prevedere per le strutture alberghiere inserite nella mappa un piano formativo sul diversity management come accade in ogni città che censisce le strutture gay friendly”. “La formazione del personale – prosegue Virgili – è maggiormente necessaria in Italia che all’estero ha una reputazione pessima dal punto di vista della gay friendlyness come ho potuto io stesso costatare durante la missione a San Francisco che sto conducendo con il supporto della Camera di Commercio di Milano per l’attrazione di questo target turistico verso il nostro Paese”.

Non è il primo regolare bando di missione internazionale che le aziende di Virgili vincono presentando progetti per l’ampliamento degli arrivi del turismo LGBT in Lombardia. “Mentre sono qui ad incontrare esponenti di una delle comunità Lgbt più grandi ed influenti del pianeta, sono costretto a un grande sforzo per presentare la Milano dell’Expo e il mio Paese, mentre mi arrivano queste tristi notizie di chi ha una visione campanilistica e piccina dell’economia, e del valore delle persone”.

“Non sarò io, pur avendone il potere nella mia posizione, a sbriciolare la nostra reputazione all’estero, ma queste assurde prese di posizioni istituzionali mettono a dura prova chi fa impresa”.

“È importante conoscere le abitudini ed esigenze del turista, essere in grado di offrire informazioni sulla gay life della città, ma soprattutto assicurarsi di non avere atteggiamenti pregiudizievoli o discriminatori per evitare che il tutto si trasformi in un boomerang, perché ci si gioca la faccia e credibilità del Comune e della città tutta, e chi fa impresa, crea occupazione, crea PIL, paga le tasse, dovrebbe essere aiutato dalle Istituzioni, non ostacolato in base alle correnti di partito che tirano o alle poltroncine cui attaccarsi”.

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