lunedì, dicembre 11, 2017

La Mediazione Culturale – Alessandro Cecchi Paone

mediazione culturale
Guardiamo in faccia la realtà. Il mercato turistico italiano risente gravemente della crisi generale del Paese.

Il numero di italiani con la voglia e la possibilità reale di mettersi in viaggio diminuisce ad ogni annuncio di nuove tasse, nuovi tagli, nuove contrazioni nel credito e dell’occupazione. Sarò dura anche quest’anno, purtroppo, checché se ne dica. Non c’è che da puntare sui mercati esteri. Chi lavora nel turismo deve abituarsi al fatto che per un  po’ gli unici nostri connazionali che continueranno a muoversi saranno i più ricchi e i più poveri, quelli del low cost. Addio ai bei tempi del turismo di massa e di gruppo, la classe media è sotto attacco e a tutto pensa tranne che ad andare in vacanza. Se non si vuol chiudere è tempo di andare a cercarsi all’estero i clienti da portare qui da noi, se vogliamo riempire aerei, treni, alberghi e ristoranti.

Prima che sia troppo tardi tutti, in Cina, India, Russia, Paesi Arabi, ma anche Messico, Brasile, Israele, dovremmo andare a cercare nuovi turisti, a chiudere nuovi contratti con i nuovi benestanti del mondo che sono tanti, tantissimi. E hanno sempre sognato di venire in Italia. Ora possono e vogliono farlo. Ma trattateli bene, benissimo. Sono l’avanguardia di un esercito che si ingrossa a ogni loro punto di pil in più. Non ci possiamo permettere di deluderli, rispetto ad una aspettativa altissima. Parlerebbero male di noi al ritorno in patria, bloccherebbero gli altri. Dunque niente approssimazioni, facilonerie, qualità insoddisfacente nei servizi. Ma soprattutto basta ignoranza delle lingue straniere, battute sul colore della pelle, sui gusti alimentari, sulle abitudini religiose e le preferenze sessuali. Per il turismo italiano si apre la sfida del crescere o morire, non ci sono più cercare le solite vie di mezzo. La partita si gioca tutta sulla mediazione culturale. Chi non sa cos’è si cerchi subito un buon consulente.

Alessandro Cecchi Paone

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