mercoledì, novembre 22, 2017

UN PROGETTO CONTRO IL BULLOSMO OMOFOBICO NELLE SCUOLE

 

E’ stato presentato oggi in Campidoglio “lecosecambiano@roma”, un progetto per  sensibilizzare al rispetto e alla valorizzazione delle differenze, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, la casa editrice Isbn ed esponenti del mondo della cultura, del cinema e del teatro, che si rivolge alle studentesse e agli studenti degli istituti superiori della Capitale.

 

Erano presenti alla conferenza stampa Alessandra Cattoi, assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, Vittorio Lingiardi, professore ordinario di Psicologia Dinamica, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma
Fulvio Marcello Zendrini, responsabile comunicazione “Le Cose Cambiano”, Ivan Cotroneo, sceneggiatore e regista, Roberto Vecchioni, professore e cantautore, e Fabio Canino, conduttore televisivo e radiofonico.

 

Nata su sollecitazione di artisti e intellettuali che hanno scritto una lettera aperta al sindaco Marino sul Corriere della Sera (lo scorso 30 ottobre 2013), all’indomani del suicidio di un giovane gay a Roma, e in linea con il progetto editoriale “lecosecambiano” della casa editrice ISBN, l’iniziativa mira a sensibilizzare gli adolescenti al rispetto delle scelte individuali e delle differenze, promuovendo una visione positiva del futuro attraverso concrete testimonianze di persone note che si sono messe gratuitamente a disposizione.

 

Il progetto, a cui hanno aderito 24 istituti superiori in tutto il territorio della capitale, con oltre 2000 ragazze e ragazzi, si sviluppa su tre assi:

 

      un’indagine condotta da Sapienza Università di Roma, attraverso un questionario anonimo che le studente e gli studenti dovranno compilare online;

 

      incontri di sensibilizzazione finalizzati a contrastare il bullismo omofobico e a prevenire la dispersione scolastica in 24 scuole tenuti da esperti di Sapienza Università di Roma, con esponenti della cultura, del cinema, del teatro e dello spettacolo, e le associazioni che forniranno testimonianze positive e informazioni sui servizi di ascolto e counselling presenti a Roma per le persone gay, lesbiche, transessuali e le loro famiglie (Circolo Mario Mieli, Di’Gay Project, Gay Center, Arcilesbica, Agedo Roma, Famiglie Arcobaleno, Associazione Libellula);

 

      un concorso per le scuole intitolato “iocambiolecose@roma” rivolto alle ragazze e ai ragazzi che potranno presentare una loro testimonianza o proposta contro l’omofobia affinché “le cose cambino” a scuola, a casa, a Roma, promuovendo al contempo una visione positiva del futuro.

 

A conclusione del progetto è previsto un evento finale il 16 maggio 2014 inprossimità della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia con la presentazione dei risultati della ricerca e la premiazione del concorso.

 

La scelta dell’Amministrazione di dare vita a un progetto come “lecosecambinao@roma”, che si inserisce nelle linee d’indirizzo internazionali e dell’Unione europea in particolare per combattere l’omofobia e la transfobia nelle scuole, è dettata dalla diffusione sempre più capillare tra i giovani di una particolare forma di bullismo, appunto quello omofobico, le cui vittime vengono attaccate a causa del loro orientamento sessuale (reale o presunto) o del loro ruolo di genere non conforme alle aspettative sociali, con gravi conseguenze per chi ne è fatto oggetto, quali emarginazione, violenze, disagio sociale o psicologico.

Cattoi, assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale

 

«La quasi totalità delle persone che ha contattato la Gay Helpline di Roma Capitale nel 2013 ha dichiarato di essere stata vittima di almeno un episodio di discriminazione o di bullismo nelle scuole medie inferiori e superiori. Un dato in linea con lo studio del 2013 dell’Agenzia sui Diritti Fondamentali dell’Unione europea. La scuola è quindi un luogo in cui le ragazze e i ragazzi cominciano a vivere esperienze negative e possono diventare bersaglio di pregiudizi ed essere discriminati a causa del proprio orientamento sessuale della propria identità di genere. È nostro dovere come amministrazione pubblica contrastare ogni forma di bullismo e promuovere il rispetto delle differenze. Nessun adolescente si deve sentire solo né diverso. Bisogna salvaguardare il benessere delle nostre studentesse e dei nostri studenti per evitare che il loro rendimento scolastico venga compromesso o che decidano di abbandonare gli studi. Non è più possibile assistere a casi di bullismo omofobico in città. L’amministrazione deve farsi promotrice di iniziative che contribuiscano a promuovere un clima positivo a Roma».

 

 

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