mercoledì, novembre 22, 2017

La diversità piace alla rete

Sul web non ci sono tanti omofobi quanto pensiamo. Sono stati diffusi i risultati della ricerca commissionata da DIVERSITY, Associazione presieduta da Francesca Vecchioni che da sempre si occupa della tematica della diversità. Basata sul metodo sentiment analysis, l’indagine qualitativa realizzata da Diversity, ha registrato un dato inconfutabile: la Rete non è omofoba ed è a favore del riconoscimento dei diritti delle famiglie omosessuali.
L’indagine, realizzata sulla piattaforma Viki Sentiment Enterprise  in esclusiva per l’associazione presieduta da Francesca Vecchioni, ha analizzato la rappresentazione in Rete di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Per due settimane, tra il 22 novembre e il 4 dicembre 2013, sono state monitorate tutte le conversazioni sui temi dell’omosessualità, omofobia, nozze gay, adozioni e discriminazioni sociali nei siti di informazione, blog, e social media come Twitter, YouTube e Facebook.
La ricerca si basa sulla sentiment analysis qualitativa, una tecnica innovativa di analisi semantica di commenti, post, tweet e conversazioni sul web. Per l’indagine commissionata da Diversity, la sentiment analysis è stata incentrata sulle conversazioni legate al mondo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), prendendo in considerazione tre ambiti: individuo, coppie e famiglia.
“Quando si parla di persone gay e lesbiche – afferma Francesca Vecchioni, presidente Diversity – nel 68% dei casi l’atteggiamento degli utenti è positivo e solo nel 32% è negativo”.
La Rete quindi non è omofobica. Gli italiani guardano con favore anche alle coppie gay e ai loro diritti, nei confronti delle quali si registra un atteggiamento positivo nel 79% dei casi e negativo solo nel 21%. La percentuale di conversazioni positive sale addirittura all’88% quando si parla di famiglie e in particolare di genitorialità.
“Per molti anni in Italia si è discusso solo di riconoscimenti dei diritti individuali di gay e lesbiche. La Rete invece è consapevole che oggi la vera questione è la tutela dei legami affettivi – aggiunge Francesca Vecchioni – I termini più associati all’omosessualità sono matrimonio/matrimoni, nozze, coppie, a conferma che l’omofobia è un fenomeno ristretto, determinato dalla non conoscenza della questione nella sua complessità.
Esistono luoghi in cui la diversità è considerata ricchezza.

Presente al convegno anche Alessio Virgili, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Gay & Lesbian che ha condiviso i vantaggi dell’accettazione della diversità e la sua influenza positiva sui trend economici.

www.diversitylab.it

Obiettivi principali di Diversity sono la sensibilizzazione e la conoscenza, le uniche armi efficaci contro il pregiudizio. La ricerca presentata  è solo il primo appuntamento di una serie di analisi e monitoraggi che aiuteranno ad intepretare le tendenze sociologiche e culturali del nostro Paese sui temi della discriminazione sociale.
Diversity è un’ Associazione di persone, costituita nel mese di ottobre 2013, allo scopo di operare attivamente per abbattere ogni tipo di pregiudizio e discriminazione nel campo dei diritti civili e umani, per garantire pari dignità, libertà e pieno sviluppo della persona, nel rispetto delle diversità, così come previsto dall’articolo 3 della Costituzione Italiana. In particolare l’Associazione si propone di promuovere la conoscenza delle tematiche legate alla discriminazione relativa all’orientamento sessuale-affettivo, all’identità ed espressione di genere, alle diverse forme di famiglia, per favorire il riconoscimento e l’egualitario trattamento sociale e legale a tutti i soggetti coinvolti, con particolare attenzione ai minori.
www.diversitylab.it

Risultati

Dati per INDIVIDUO (conversazioni legate al tema omosessualità):
conversazioni positive: 68,37
conversazioni negative: 31,62 %
Dati per INDIVIDUO (estrapolazione delle conversazioni contenenti insulti):
conversazioni positive: 41,57%
conversazioni negative: 58,42
Dati per COPPIA:
conversazioni positive: 79,32 %
conversazioni negative: 20,67 %
Dati per FAMIGLIA:
conversazioni positive: 75,10 %
conversazioni negative: 24,89 %
Dati per FAMIGLIA suddividendo per gruppi keyword:
Gruppo “Genitori”:
conversazioni positive: 87,50 %
conversazioni negative: 12,50 %
Gruppo “ Famiglie “:
conversazioni positive: 71,24 %
conversazioni negative: 28,75 %

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