Di Gianluca Miserendino


“Meridiano di Greenwich della democrazia e della tolleranza, a definire il mondo greco gay-friendlygli si fa un torto, essendo piuttosto a pieno titolo il gay-father, padre stesso della comprensione per la passione amorosa senza aggettivi al seguito, quella che non guarda alle questioni di genere e che ha occhi solo per ammirare se stessa”.
“Vieni. Inseguimi”. E’ un imperativo, ma ha il sapore dolce del miele e dei frutti di mare, quello che apre uno dei frammenti più belli degli scritti di Saffo, la vestale dell’amore senza confini.
La poetessa lo dedica alla sua lei, mentre la ammira nelle sue candide vesti confondersi e far l’amore con una sabbia bianchissima. E allo stesso tempo rivolge quel comando colmo di desiderio a tutti noi, che dobbiamo a un prepotente déjà vu dell’anima il sentore, 2500 anni dopo, che quell’invito palpiti ancora, pronto ad essere colto.
Succede in Grecia, dove tutto è iniziato. Solo qui quei mille frammenti di poesia si sono fatti scogliere, case bianche nel sole, sabbia, natura. Per ogni verso un’isola, e per ogni isola lo stesso lucente foglio di carta color dell’Egeo.
Meridiano di Greenwich della democrazia e della tolleranza, a definire il mondo greco gay-friendly gli si fa un torto, essendo piuttosto a pieno titolo il gay-father, padre stesso e della comprensione per la passione amorosa senza aggettivi al seguito, quella che non guarda alle questioni di genere e che ha occhi solo per ammirare se stessa.
A partire da Mykonos, naturalmente, diventata negli anni vera e propria isola del tesoro per tutte le coppie innamorate, gay ed etero senza distinzioni, oltre che per gli irriducibili della tintarella integrale. Chic ma senza tracce di snobismo, Mykonos sa offrire lo svago notturno di Ibiza ma senza il caos dei nuovi templi del carnaio vacanziero. Tra le mete da non perdere le spiagge di “Super Paradise” ed “Elia Beach” e all’alba, dopo le serate tra i mille locali e le ampie terrazze sul mare, la colazione al porto al sorgere del sole.
Meta meno classica per il turismo gay, ma altrettanto piena di suggestioni, anche per il suo essere accostata alla leggendaria Atlantide, l’isola di Santorini, a nord di Creta, condivide  con l’Isola di Teseo natura e paesaggi. A raccontarne le bellezze, più di qualunque depliant vacanziero, riusciranno ancora una volta le parole di Saffo: “Qui l’ acqua mormora fresca tra i rami dei meli, tutto il luogo è ombreggiato di rose, e dalle foglie che stormiscono scende il sopore. Là un prato dove pascolano cavalle è cosparso di fiori di primavera, e le brezze alitano dolci. Qui la dea Cipria, prendendo nei calici d’oro, versa con grazia un nettare che si mescola alla festa”.
Più vicina alla Grecia continentale, ma non per questo meno incontaminata, è invece l’isola di Skiathos, celebre soprattutto per le sue settanta spiagge di sabbia bianca e finissima. Un luogo magico e ospitale come Mykonos per la comunità LGBT, tanto da essere considerata la sua omologa per l’Egeo settentrionale. Impedibili i bar “Adagio”, “Destiny” e “Skala”, quest’ultimo con una splendida visuale sul porto vecchio da dove all’alba, in controluce, può capitare di vedersi profilare una nave diretta a sud. E nessuno può vietarci di pensare, a guardarla veleggiare all’orizzonte sul mare, che quella nave lenta e possente sia proprio quella di Ulisse, in viaggio nella sua rotta senza tempo verso la sospirata Itaca.
In ultimo, ecco arrivare chez Saffo, la culla della musa dell’amore al femminile. Affacciata davanti alle coste della Turchia, nell’Egeo nord-orientale, Lesbo è ancora oggi, come tre millenni fa, l’isola delle donne per eccellenza. E questo ruolo, le abitanti dell’isola lo prendono davvero sul serio. Forse tra le isole più incontaminate e selvagge dell’intera Grecia, Lesbo sa infatti offrire anche una vita notturna di alto profilo, specie nella zona di Skala Eressos, e non è raro trovare bar, locali e ristoranti interamente gestiti dalle amazzoni di oggi, guerriere per gioco e fiere del loro essere donne.
Eccolo tornare più forte, quell’ancestrale invito all’amore: “Sono qui. Nell’anticamera del Paradiso – scriveva Saffo guardando il mare proprio da queste spiagge – vestita di solo desiderio. Chiudo gli occhi. Un passo ancora verso di te”. Ha senso resistere ancora?

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