In Puglia sulle orme di Ferzan Ozpetek

Un cielo carico di nuvole e emozioni, quello sfondo omogeneo di pietra leccese immutabile e minuziosamente intagliata, a dire il particolare e l’insieme del Barocco, dove i disegni si confondono come un enorme lenzuolo che fa da sfondo alle vite umane, con sentimenti che si ripetono come i passi che fanno eco sul selciato pulito e antico. E questa la foto che Ferzan Ozpetek posta su twitter il giorno che arriva a Lecce per girare un’altra volta in Puglia il suo nuovo film “Allacciate le Cinture”.

Lecce fotografata da Ferza Ozpetek su twitter

Ha già girato in questa terra “Mine vaganti”. La storia di una famiglia piena di conflitti, celati sotto un’apparente tranquillità; mine che scoppiano, come gli acuti di Mina per molto tempo soffocati dietro  pulsioni, omosessualità e piccole follie. Come spesso avviene nei film di Opzetec sono gli anziani con le loro memorie, con la loro saggezza, ma anche con la loro trasgressione a rivoluzionare la vita dei giovani a infondergli la voglia di liberarsi o incatenarsi all’impensabile.

Quale scenario migliore della Puglia? Ulivi secolari e contorti, antiche mole che girano lente nei cieli di novembre, fitte case bianche con tetti rossi di pomodori a essiccare, mare azzurro cangiante, così Mediterraneo vicino a Leuca, nel tacco della nostra Penisola, pieno di gole smeraldo e ponti da cui affacciarsi, tuffarsi o danzare la notte. Oppure così abbagliante nelle spiagge bianchissime delle Torri. E poi trulli con segni misterici a benedire raccolti e passioni, frutti e giacigli, il mercato del pesce con ricci aperti e frutti di mare in quella Gallipoli racchiusa in un cerchio in mezzo, con uncinetti al lavoro all’ombra delle porte.

Polignano

La stessa taranta pugliese rappresenta un inno alla libertà, il più folgorante segno antropologico dell’Italia cattolica tra amore e morte. Donne chiuse in fazzoletti neri di obbedienza improvvisamente libere e ribelli si aprivano con insospettabile fazzoletti rossi virginali per pulsare a ritmo convulso di una sensualità repressa. Il pretesto era un salvifico ragno. Un rito sciamanico possente che rivive oggi nella pizzica e che ancora oggi crea dubbi su questa “Taranta”, quest’aracnide femmina. Una mina vagante, come le torte de “La Finestra di fronte”, come il quadro de “Le Fate Ignoranti”. Dove, se non in questa terra, Opzetec poteva trovare la sua Taranta, la sua miccia pronta generare il caos necessario a tutte le rinascite. “Lecce mi piace molto esteticamente. Ho scritto la storia (Mine Vaganti n.d.r) per un posto che fosse lontano da Roma, ma poteva essere un posto qualsiasi, anche del nord; poi abbiamo ambientato tutto a Lecce, e ho voluto fare anche un omaggio a questa città che mi ha accolto in maniera meravigliosa”. Opzetec in puglia

La Puglia Film Commission ha dato i suoi frutti. Il film è stato pluripremiato e al Tribeca Film Festival, la rassegna newyorkese fondata da Robert De Nirogli assegna Premio Speciale della Giuria con la seguente motivazione: “Mine Vaganti esplora in maniera divertente la storia di due fratelli gay che cercano di trovare la felicità all’interno di una famiglia tradizionale italiana, restia ad accettare le loro scelte di vita. Combinando il dramma familiare e la farsa tocca l’argomento con calore, umore e grazia. Per averci fatto ridere, piangere e desiderare di prenotare immediatamente un viaggio nel sud Italia, noi premiamo il regista Ferzan Özpetek, il suo cast straordinario e i suoi collaboratori con questa menzione speciale”.

Il nuovo film “Allacciate le cinture” Ozpetek lo gira nel Salento, tra Lecce e nell’Oasi di Torre Guaceto. Racconta le vicende di una coppia e il complesso sistema di relazioni familiari e amicali che li circonda. Quasi ogni giorno condivide sui social network il suo lavoro, le sue emozioni il bel volto di Kasia Smutniak, e il resto del cast che vede, tra gli altri, Francesco Arca e Carolina Crescentini, oltre ad un nutrito gruppo di attori pugliesi.

Ci attende un altro ritratto del mondo gay di Opzetek, a pennellate leggere, con uno sguardo diverso ogni volta, e una cornice sorprendente.

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