lunedì, dicembre 11, 2017

Indonesia mette gli emoji gay al bando

Il governo Indonesiano ha chiesto a tutte le apps di messaggistica istantanea più utilizzate di far rimuovere gli emoji a sfondo omosessuale dai loro sistemi.

“I social media devono rispettare la cultura e il giudizio dei paesi dove risiedono un gran numero di utenti” ha commentato alla stampa Ismail Cawidu, portavoce del ministro dell’Informazione e Comunicazione Indonesiano.

Questo succede dopo che l’app giapponese LINE, con un comunicato di scuse, ha annunciato di voler rimuovere gli adesivi Lgbt dallo store Indonesiano, in seguito a lamentele ricevute sui social media da parte di alcuni cittadini locali.

In Indonesia l’omosessualità non è punita dalla legge ma sul rapporto delle Nazioni Unite del 2013 si legge che in generale i diritti Lgbt non vengono supportati o riconosciuti. Nel 2014 in Aceh, una delle province più conservative, si è arrivati a punire con bastonate i rapporti sessuali tra gay.

Cawidu ha aggiunto che verrà richiesto a WhatsApp di seguire le scelte fatte da LINE riguardo gli emoji Lgbt, quindi di rimuoverli dal sistema. Soprattutto per gli interessi dei più piccoli.
“Questi contenuti non sono accettati dalle leggi culturali e religiose Indonesiane e gli operatori devono rispettarle.”

Nel frattempo l’osservatorio per i diritti umani ha mandato una lettera al presidente indonesiano Jokowi Widodo, richiamandolo all’attenzione riguardo recenti casi di discriminazione nei confronti di alcuni memebri della comunità Lgbt.

“Scriviamo per esprimere le nostre profonde preoccupazioni riguardo l’ondata di odio retorico da parte di pubblici ufficiali contro lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbt) indonesiani. Vi esortiamo a inviare un messaggio inequivocabile che la vostra amministrazione difenderà i diritti fondamentali di tutti gli indonesiani.”

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