Il dietro le quinte del coming out di Smithers

Dietro il tanto atteso coming out di Waylon Smithers nella puntata dei Simpson andata in onda l’altra sera negli Usa si nasconde una grande dichiarazione d’amore dello scrittore televisivo Rob LaZebnick verso il figlio gay Johnny.

Nella puntata 17 intitolata “The Burns Cage”, ancora inedita in Italia, Waylon Smithers dopo ben 27 stagioni dichiara finalmente la sua omosessualità, già evidente per il pubblico ma mai svelata ufficialmente prima d’ora. Purtroppo però Mr. Burns non ricambia l’amore del suo fedele assistente, lasciando il povero Waylon affranto e sconvolto. A questo punto interviene in sostegno l’amico Homer che organizza una festa per soli uomini per cercare di trovare un compagno a Smithers. Una vera rivoluzione storica per una tra le serie televisive più seguite di sempre.

L’autore storico dei Simpson Rob LaZebnik in occasione dell’uscita di questa importante puntata ha voluto esprimersi sul motivo che lo ha spronato a fare questo importante passo, un omaggio al figlio omosessuale che compirà 22 anni il prossimo 8 aprile.

“Sono un ragazzo del Midwest e non manifesto molto le emozioni. Perciò quale idea migliore di dire a mio figlio che lo amo scrivendo una puntata su questo argomento? A volte la TV può avere un impatto reale sul modo di pensare della gente e di certo spero che l’abbia sulla vita sentimentale di mio figlio – non che abbia bisogno di aiuto!” ha dichiarato lo sceneggiatore.

La risposta del figlio Johnny intervistato dal New York Post rimarra tra i più bei retroscena della celebre serie di Matt Groening: “Il fatto che mio padre mi ami non è una sorpresa, per fortuna. È stato incredibilmente comprensivo. Ero il più gay dei ragazzini e quando ho detto ai miei genitori che mi piaceva un ragazzo, loro mi hanno risposto: “Lo sappiamo già”. La cosa più bella, che credo non faccia nessun altro padre, è il fatto che, ogni volta che rompo con qualcuno, è lui a chiamarmi per assicurarsi che sto bene. Questo episodio per me è un regalo di compleanno, non solo perché l’ha scritto mio papà, ma anche perché per me significa molto.”

 

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