lunedì, ottobre 23, 2017

Esiste il Gene dell’omosessualità?

  
Un gruppo di scienziati della David Geffen School of Medicine (University of California, Los Angeles) hanno presentato al meeting annuale dell’American Society of Human Genetics i dati di un test in grado di stabilire se una persona è gay. Grazie infatti a dei marcatori molecolari, selezionati da questi ricercatori, nel 67% dei casi sono in grado di identificare correttamente se la saliva analizzata appartiene o meno ad un’omosessuale. Non sono mancate le polemiche che criticano l’esiguo campione di gemelli omozigoti al centro dello studio che richiede maggiori approfondimenti per capire quanto le modificazioni epigenetiche identificate siano realmente indicative rispetto al resto della popolazione. 
Esiste quindi davvero un “gene” alla base dell’orientamento sessuale? Al momento non è possibile ancora affermarlo. 

Esistono correnti di pensiero, invece, che si basano su presupposti meno scientifici secondo cui è possibile riconoscere l’orientamento sessuale semplicemente  dall’aspetto fisico. Si tratta del cosiddetto “gayradar” che è stato spesso al centro di alcune ricerche.

Secondo alcuni psicologi della University of Wisconsin–Madison, invece, questo particolare potere (gayradar) non solo non esiste, ma questo pensiero potrebbe comportare rischi reali.
A supporto hanno sviluppato cinque esperimenti per capire se realmente un volto può rivelare l’orientamento sessuale o se si tratta di un’interferenza dovuta agli stereotipi incamerati dal nostro cervello.

Uno degli esperimenti consisteva nel sottoporre a dei volontari una serie di fotografie di uomini prese da un sito di annunci. Sotto ognuna c’era una frase falza (creata dai ricercatori sulla base degli stereotipi) che descriveva la persona, come ad esempio “ama il giardinggio” (stereotipo gay) oppure “ama il calcio” (stereotipo etero).

Come prevedibile il risultato è stato che a guidare il “gaydar” dei volontari non erano state le caratteristiche fisiche ma gli stereotipi. 

Gli psicologi hanno concluso la ricerca dichiarando:

“Basarsi su questi stereotipi per inferire l’orientamento sessuale difficilmente può portare a conclusioni accurate. Inoltre il cosiddetto gaydar è un mito che legittima ed esaspera questo processo di stereotipizzazione, e che occultamente incoraggia gli stereotipi come indizi per la categorizzazione. Cercare ed enfatizzare le similarità all’interno dei gruppi invece che le differenze, combattere gli stereotipi e demolire i miti che li legittimano ci avvicinerà personalmente e collettivamente all’obiettivo dell’uguaglianza sociale.”

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