Doppia stepchild adoption riconosciuta dal Tribunale di Roma

A meno di una settimana di distanza dall’accordo raggiunto tra Pd e Ncd con la rimozione della stepchild adoption dal ddl Cirinnà arriva la prima sentenza, da parte del Tribunale dei minori di Roma, che riconosce una doppia adozione incrociata ad una coppia di donne.

Protagonisti della vicenda tutti al femminile. Le due donne che convivono da circa 10 anni e hanno entrambe partorito con fecondazione etorologa in Danimarca, e le loro due bambine di 4 e 8 anni che porteranno entrambe lo stesso doppio cognome ma senza avere nessun grado di parentela tra loro o con le famiglie del “genitore sociale”, la madre non biologica.

Come scrivevamo qualche articolo fa, alle condizioni legislative attuali è compito del tribunale, tramite l’operato di un magistrato stabilire se l’adozione da parte di coppie omo o eteresessuali rientri nell’interesse del figlio o meno.

Mai come in questo caso pare che dibattito politico e realtà dei fatti prendano direzioni diametralmente opposte. Da una parte la politica si divincola e si attorciglia su se stessa per prendere delle decisioni, dall’altra ci sono i giudici che con gli strumenti che hanno a disposizione intervengono sulla realtà. Nel mezzo ci sono i diritti dei bambini.

Intanto nelle aule della politica Ap continua a considerare la stepchild adoption una “questione chiusa”, il Guardasigilli Orlando commenta dicendo che “una nuova legge sulle adozioni serve” e il capogruppo Pd Ettore Rosato annuncia che si sta già scrivendo un testo e che una proposta di legge arriverà “entro un paio di mesi”.

 

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