Deadpool, aiutaci tu.

Avete presente quando c’è un dibattito in corso e avete una scadenza entro la quale dovete prendere una decisione importante, che potrebbe avere un impatto grandioso per il futuro della comunità; ma non ne siete in grado e continuate a rimandare?! Noi forse sì, ma Deadpool di certo no.

 

Deadpool, il nuovo supereroe della Marvel appena sbarcato nei cinema italiani, è diretto, irriverente, provocatore, si prende la licenza di fare e dire tutto ciò che vuole e vive la sessualità in maniera aperta, ironica e sempre appassionata.

C’è chi giura di averlo visto ammiccare a Spiderman mentre stava mano nella mano con la sua fidanzata (sua di Deadpool si intende), e che alle accuse verso una sua presunta omosessualità abbia risposto a caso: “Forse domani piove”.

Tutta questa ironia e carica sovversiva fuori da qualsiasi categoria e non appartenenza ad alcun gruppo stabilito, fino a definirsi pansessaule, ha mandato in crisi alcuni critici italiani che non sapendo quale etichetta attribuirgli l’hanno affiancato ad un indefinito orgoglio omosessuale e ad una perdita di identità sessuale.

“Il nuovo supereroe? È pansessuale. Uomini, donne, gay: addio confini”. (Quotidiano Nazionale)
“Il prossimo eroe dei vostri figli è gay. Ecco che cosa fa con la moglie”. (Libero)

Intanto lo stesso film ai box office americani ha incassato 132,7 milioni di dollari nel solo weekend di apertura, facendo del personaggio di Wade Wilson un recordman per quanto riguarda gli incassi dei film vietati ai minori.

Ora, tornando al paragone con cui abbiamo aperto questo articolo, riguardo l’inefficienza di chi dovrebbe prendere decisioni per il bene della comunità, ci verrebbe da dire: Deadpool pensaci tu. Perchè lui avrà anche la tutina attillata e i modi poco da macho, ma quando c’è da distruggere i cattivi non ci pensa due volte.

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