Alessandro Cecchi Paone. In Europa con Forza Italia vi racconto perché

 

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Non ci sarebbe da dire nulla su chi è Alessandro Cecchi Paone. Ognuno ha visto una trasmissione televisiva condotta da lui, pochi sanno che insegna all’Università, alcuni hanno letto le riviste che ha creato. A nessuno è indifferente. Chi lo ha conosciuto personalmente sa che Alessandro è senza dubbio una persona di gran fascino intellettuale e umano. Forse di tante trasmissioni che ha fatto quella che ci rivela chi è veramente è Scherzi a Parte. Ripreso a sua insaputa ha mostrato il suo vero volto, fatto di trasparenza, tolleranza, e molta pazienza.
Resta il fatto che si candida con Forza Italia alle elezioni europee, e questo ci riporta alla “non indifferenza” nei suoi confronti.

  • Perché con Forza Italia, il partito che vede Iva Zanicchi europarlamentare e Silvio Berlusconi in prima fila?

Al di là delle chiacchiere Forza Italia è l’unico partito italiano che ha mostrato apertamente una candidatura forte di una persona gay. Quale altro partito ha un candidato gay dichiarato e militante? E’ un segno di modernità lampante che la sinistra e MS5 non hanno dato apertamente. Quindi c’è poco da criticare. Berlusconi è il primo ad aver avuto un atteggiamento gay friendly in ognuna delle sue aziende. E’ a favore dei matrimoni gay e ciò si vede dai contenuti stessi delle sue trasmissioni televisive popolari e sulle riviste come Panorama che già anni fa fece una copertina sul matrimonio gay.
Alla presentazione della mia candidatura erano presenti i più grandi rappresentanti istituzionali di partito: Renato Brunetta presidente dei deputati di Forza Italia, e Mara Carfagna, la quale, da ministro per le pari opportunità, si è pronunciata diverse volte contro l’omofobia.

  • Il Sud ha visto andare persi milioni di fondi dell’Obiettivo 1 per mancata programmazione, quale sarà il suo intervento in Europa per aiutare allo sviluppo dei POR?

Il vero problema è accedere a questi fondi attraverso le giuste procedure senza restituirli, magari con multe, perché non si è stati capaci di metterli a frutto, o sprecarli in progetti inutili. E’ logico che se il voto continuerà ad essere rivolto a candidati che magari amministrativamente e localmente sono bravi, ma non parlano una parola al di fuori dell’Italiano e non si trasferiscono perché in contemporanea hanno un incarico locale, c’è poco da fare. Io parlo diverse lingue e già ho detto che se dovessi essere eletto mi trasferirei senza dubbio.

  • Le rivelazioni di Timothy Geithner raccontano di Merkel e Sarkozy che hanno agito per far cadere il Governo Berlusconi. Sicuramente un episodio che innalza Berlusconi a vittima e difensore dei nostri conti in Europa, e getta in contemporanea un’ombra su Napolitano, e sul Governo Monti. E’ un caso a che tutta questa storia esca proprio ora? Lei che ne pensa?

Non sono un complottista e un dietrologico. Chi mi conosce sa quanto sia uno luminoso e parli a viso aperto, pagandone spesso le conseguenze. Qui c’è un fatto: un signore ha avuto il Governo del nostro Paese in mano e non si sa con chiarezza come sia stato scelto, secondo quale criterio. Se per tre volte abbiamo avuto Capi di Governo non eletti dal popolo c’è sicuramente un problema di mancanza di rispetto della nostra Costituzione. Napolitano dirà che l’ha fatto per il bene del Paese, ma ciò non toglie che ci siamo fatti beffa di una scelta operata attraverso il voto.

  • La vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision 2014 testimonia il cambiamento culturale in atto in tema di diritti civili. In Italia invece a fronte di talune aperture, si registra un uguale indurimento di alcune posizioni omofobe e razziste. Quale sarà la sua battaglia per i diritti civili nel Parlamento Europeo?

Ho combattuto per i diritti civili sempre, da dieci anni vivendo sulla mia pelle alcune problematiche gravi tra cui il testamento biologico o la fecondazione assistita, e sono arrivato alla conclusione che non c’è più niente da fare. Perché della dignità dei diritti non se ne occupa più nessuno in Italia, mentre in Europa possiamo recuperare perché è chiaro l’inno alla libertà della manifestazione della propria natura umana. Il cambiamento o parte dall’Europa per l’Italia, o non partirà affatto.

  • La lotta sembra tra PD e MS5. Berlusconi ci sorprenderà ai rigori come ha fatto sempre?

Il Centro Destra in Italia è Berlusconi, e non è a rischio di rappresentanza. Il suo è un grande progetto di modernizzazione e sia io che lui, che guardiano al futuro con gli occhi di professionisti della comunicazione, sappiamo quello che sta accadendo. E’ centrale il lavoro per i giovani. Ho percezione netta di un grande disagio, di una rabbia ingestibile ormai. Salteranno sicuramente degli equilibri dopo queste elezioni. Non tanto per le Europee, ma per le amministrative. A chi non vota o a chi è stanco e vota per protesta, come penso che avverrà in Campania, ricordo il caso De Magistris, la cui elezione doveva rappresentare un segnale di rinnovamento, pulizia e poi, invece…. D’altra parte siamo alla Caporetto di un sistema dove si continuano a coltivare vecchi orticelli (nomine, corruzione etc), si rispettano logiche interne usando linguaggi e contenuti anacronistici, senza guardare alle persone vere. Così questi giovani che non studiano e non lavorano si dividono in depressi, che non votano, e incazzati che votano M5S. Ora, dico loro, se non votate non avrete motivi di protestare, se votate M5S ci troveremo come ci siamo trovati in altri casi di fronte a poca costruttività, di fronte mancanza di competenza gestionale di un risultato, e quindi, di fronte a una deriva ulteriore.

  • Pensa quindi che i giovani la voteranno?

Sì, e ho preferito il Sud come territorio proprio perché credo che tutti, non solo i giovani, capiscano a fondo la validità della mia rappresentanza in Europa. Perché la mia è una figura pulita. Me ne sono reso conto durante questa campagna elettorale: dovunque sono stato accolto con grande rispetto, perché vedono in me una persona affidabile.

  • Ma a chi manca il pane si può parlare di rose? A chi è senza lavoro si può parlare di diritti civili, di problemi di etica?

Ho imparato una cosa: le persone più umili e semplici neanche se lo pongono il problema dei matrimoni gay, per dire. Per loro è del tutto normale che due uomini o due donne si sposino o il fatto che Conchita vinca con la barba. Non li riguarda perché sono problemi di una società più elevata, non loro, per loro è naturale. Le persone vogliono che sia rispettato il loro progetto di vita. Se tu vuoi sposarti un uomo per loro non c’è da discutere. Ma dovrebbe essere indiscutibile anche il loro progetto di vita: finiti gli studi dovrebbero lavorare, non campare con la pensione del nonno.

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